Glossario del burraco
Le parole che si sentono al tavolo, definite una per una: il pozzetto, la pinella, la matta, la sequenza, la combinazione, i sette gradi di burraco, la chiusura.
Il burraco ha un vocabolario suo, e chi arriva da un altro gioco di carte si trova davanti mezza dozzina di parole nuove nella prima partita. Qui sotto ci sono quelle che servono davvero, con una definizione corta ciascuna.
Ogni voce è definita come la gioca il tavolo: i numeri sono letti dal server che distribuisce le carte, costruito sul Codice di gara, il regolamento che si usa nei tornei federali. Se una forma è descritta qui, il tavolo la accetta; se non c'è, la rifiuta.
Il mazzo e la smazzata
- Mazzo
- Le carte con cui si gioca. Al burraco se ne usano due, di carte francesi, per un totale di 108 carte compresi i quattro jolly.
- Smazzata
- Una mano intera, dalla distribuzione alla chiusura. Ogni giocatore riceve undici carte. Una partita è fatta di più smazzate e finisce quando una coppia supera i 2005 punti.
- Pozzetto
- Un mazzetto di undici carte messo da parte coperto all'inizio, e ce ne sono due, uno per coppia. Si prende quando si resta senza carte in mano, e la smazzata continua con quelle undici. Senza averlo preso non si può chiudere.
- Tallone
- Il mazzo coperto che resta sul tavolo dopo la distribuzione. È da lì che si pesca all'inizio del turno.
Il giro: pesca, monte e scarto
- Pesca
- Prendere una carta all'inizio del proprio turno. Si pesca dal tallone, oppure, al posto di quella carta, si prende il monte.
- Monte
- Il mucchio degli scarti, scoperto. Si prende intero e a volontà, senza doverlo giustificare, e chi è di turno può guardarlo prima di decidere: lì dentro non c'è mai stato niente di nascosto, perché ogni carta è stata scartata scoperta.
- Scarto
- La carta con cui si chiude il proprio turno, messa scoperta sul monte. L'ultimo scarto della smazzata è quello della chiusura.
Le carte che valgono per un'altra
- Matta
- Una carta che prende il posto di un'altra dentro una forma. Le matte sono i jolly e i 2, e il limite è una sola per sequenza e una sola per combinazione.
- Jolly
- La matta senza seme né valore. Nel mazzo ce ne sono quattro e vale 30 punti, la carta che pesa di più.
- Pinella
- Il 2 quando fa la matta, e vale 20 punti, più di un Re. Ma il 2 dello stesso seme messo al proprio posto, prima del 3, è una carta naturale: la sequenza resta pulita e può ancora ricevere una matta. È la regola che dà al burraco il suo carattere, e ha una pagina tutta sua.
Che cosa si cala sul tavolo
- Sequenza, o scala
- Da 3 a 13 carte ordinate dello stesso seme, più al massimo una matta. L'asso sta sotto il 2 oppure sopra il Re.
- Combinazione
- Da 3 a 8 carte dello stesso valore, più al massimo una matta. Di qualsiasi valore, senza limiti di carta.
Una parola su quello che nel vocabolario non c'è, perché circola parecchio: la scala reale da quattordici carte con due assi non esiste. Una sequenza si ferma a tredici carte ordinate, che sono tutte quelle di un seme; se ne vedi una da quattordici è sempre la scala completa più una matta.
Il burraco e i suoi sette gradi
- Burraco
- Una sequenza o una combinazione arrivata a sette carte o più. È quello che porta i punti grossi, e ne serve almeno uno per poter chiudere.
- Pulito
- Sette carte o più, senza nessuna matta. Vale 200.
- Semipulito
- Una matta che precede o segue almeno sette carte naturali, oppure una combinazione di otto carte e più contando la matta. Vale 150.
- Sporco
- Sette carte o più che portano una matta dentro. Vale 100.
- Super
- Otto carte dello stesso valore, senza matta. Vale 250.
- Super sporco
- Otto carte dello stesso valore più una matta, quindi nove. Vale 200.
- Reale
- La scala completa dall'asso al Re di un seme, senza matta, tredici carte. Vale 300, ed è il grado più alto.
- Reale sporco
- La stessa scala completa con una matta dentro, quattordici carte. Vale 250.
Fra il semipulito e lo sporco cambia solo dove sta la matta, e sono cinquanta punti. Il conto completo, con i valori delle carte e le sottrazioni di fine smazzata, sta nella pagina del punteggio.
La fine della smazzata
- Chiusura
- Finire la smazzata. Servono tre cose insieme: il pozzetto preso, almeno un burraco di qualsiasi grado sul tavolo della coppia e uno scarto finale. Vale 100 punti, e chi arriva alla fine senza aver preso il pozzetto ne perde 100. La pagina sulla chiusura tratta le due metà per esteso.
Prima di sederti: il gioco apre ancora in portoghese. Le parole del tavolo sono quelle di questa pagina e la partita si legge senza leggere molto, ma preferiamo dirlo adesso invece che dopo. L'italiano dell'app sta arrivando.
Domande frequenti
- Che differenza c'è fra matta e pinella?
- Matta è il ruolo, pinella è la carta. Le matte sono i jolly e i 2, e il 2 in quel ruolo si chiama pinella. C'è un caso in cui la pinella non è una matta: il 2 dello stesso seme messo al proprio posto, prima del 3, è una carta naturale e la sequenza resta pulita.
- Che cos'è il pozzetto nel burraco?
- Un mazzetto di undici carte messo da parte coperto all'inizio della smazzata. Ce ne sono due, uno per coppia. Si prende quando si resta senza carte in mano, e senza averlo preso non si può chiudere: chi arriva alla fine senza il pozzetto perde 100 punti.
- Quando una sequenza diventa un burraco?
- A sette carte. Un burraco è una sequenza o una combinazione arrivata a sette carte o più, e da lì in avanti il suo grado dipende da quante carte sono e da dove sta la matta: dallo sporco da 100 punti al reale da 300.
Continua a leggere
- Le regole del burraco, dal mazzo alla chiusura.
- Il punteggio, la tabella delle carte e i sette gradi.
- La pinella, quando è matta e quando è carta naturale.
- La chiusura, le tre condizioni e i due bonus da 100.
I tavoli sono gratis nel browser, senza installare niente e senza carta di credito. Si gioca in quattro, in due coppie; se siete in due o in tre, si apre un tavolo privato con un codice di invito e le sedie che mancano vengono riempite. C'è anche una modalità offline contro il computer, utile per prendere confidenza con queste parole. Durante la partita non passa pubblicità.